(A cura di Susanna Toffali - guardia Repower Sanga Milano...e di Ciaccio Casa ai "Gardens")

Ci sono cose che, per antonomasia, definiscono l’estate italiana.
“Sesso&Samba” e “Italodisco” provenienti da qualsiasi impianto audio da maggio a settembre, il rassicurante colorito aragosta di chi ha sottovalutato il sole di Riccione, il consiglio dell’esperto - “Non uscite nelle ore più calde e bevete molta acqua” - e l’insalata di riso. 
E poi c’è una cosa sola, una soltanto, che definisce l’estate cestistica bolognese: i Gardens.

A Bologna, quando le scuole chiudono e l'umidità della Pianura Padana trasforma l'aria in una zuppa, la gente non va al mare. La gente va ai Giardini Margherita. Sul cemento più famoso d'Italia, dove se cadi non trovi il parquet, ma il pronto soccorso del Sant’Orsola e i punti di sutura.

Per assistere al torneo non serve il biglietto, ma serve una dote fondamentale: la capacità di difendere il proprio centimetro e mezzo di visuale dagli avventori.
Per seguire una serata di partite, le alternative sono due: accamparsi giorni prima muniti di tenda in pieno stile concerto di Ultimo a Tor Vergata oppure portarsi un binocolo e rassegnarsi alla piccionaia. Sì, come in qualsiasi arena NBA. E non che il pubblico presente differisca di molto, eh.

La fauna del torneo: un ecosistema unico

La professionista
È quella che gioca in Serie A o in A2. Viene ai Giardini per "tenersi in forma nel periodo estivo", ma dopo due minuti si accorge che l’ala forte della squadra "Ciaccio Casa" (che di mestiere fa la geometra ed è alta 1.62) ha deciso che marcarla a tutto campo è lo scopo della sua vita. 
La professionista in incognito 
È sotto contratto biennale e il suo procuratore ha espressamente vietato la sua partecipazione al torneo tramite quattordici clausole scritte col sangue. Lei si presenta con lo pseudonimo di "Anna Rossi" a referto, gioca con una canotta senza nome e tenta di non entrare mai in area per precauzione. Di solito viene battezzata al secondo possesso da una sonora gomitata nel costato.
La regina del cemento
Gioca in Promozione o in Serie C. Durante l'inverno scalda le panchine in palestre di periferia che sanno di muffa e sfortuna, ma a giugno ai Giardini si trasforma in Caitlin Clark. Conosce ogni singola imperfezione del ferro, sa quali angoli di cemento fanno rimbalzare male la palla e viaggia regolarmente a ventuno punti di media.
La pivot vecchia scuola
Ha 42 anni, due ginocchiere che sembrano esoscheletri della NASA e tre figli, due dei quali maggiorenni. Non salta un foglio di giornale e non corre dal 1999, ma se la palla entra nel pitturato con lei presente, le avversarie abbandonano l’area rassegnate. 
La straniera di passaggio 
Una francese di un metro e novantatré tesserata in qualche lega professionistica mitteleuropea, che si trova a Bologna solo perché fidanzata con un bagnino di Cervia. Non doveva giocare: viene reclutata per caso dieci minuti prima della partita nel chiosco degli arrosticini antistante il campo, in infradito e con una bionda media nella mano destra.
La promessa terrorizzata
Ha 13 anni e mezzo, gioca nelle giovanili di una squadra di serie A ed è stata inserita in squadra per fare numero. Ha la divisa di tre taglie più grandi, l'atletismo di un felino e gli stessi occhi di un cerbiatto in tangenziale. Quando entra in campo, le veterane avversarie la puntano come i lupi con un agnellino. Al primo tentativo di penetrazione viene scaraventata contro le ginocchia del pubblico in prima fila.
La specialista difensiva 
Non ha mai segnato un canestro in vita sua e la cosa non le interessa minimamente. Viene tesserata con un unico obiettivo: annientare la stella della squadra avversaria. Ha gli occhi del predatore, non guarda mai la palla ma fissa solo lo sterno della povera malcapitata che deve marcare. Il suo riscaldamento consiste nel darsi schiaffi in faccia da sola. Finirà la partita con 6 falli in 4 minuti di gioco, un tecnico per proteste e la stima di tutto il pubblico.

Se amate i palazzetti con l'aria condizionata, i seggiolini numerati, le statistiche avanzate sul tablet e il merchandising ufficiale, questo non è decisamente il luogo che fa per voi.
Ma se amate il basket nella sua forma più pura, cruda, rumorosa e meravigliosamente ignorante, allora sapete dove andare. Portatevi l’Autan, che le zanzare lì intorno hanno la stessa apertura alare di Giannis Antetokounmpo.
Ci vediamo ai Gardens.

(Foto Bianca Costantini - Torneo Giardini Margherita")

LBF PARTNERS